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22 ottobre 2026

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Sanzioni e interessi della cartella si prescrivono in cinque anni

Per le cartelle relative a sanzioni non fondate su una sentenza passata in giudicato, sanzioni e interessi sono soggetti alla prescrizione quinquennale. Il termine decorre dall’iscrizione a ruolo del credito, coincidente con l’emissione dell’atto di irrogazione: la difesa deve quindi verificare se da tale momento siano trascorsi cinque anni.

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La notifica a un coobbligato conserva il potere di accertare gli altri

L’avviso validamente notificato ad alcuni coobbligati produce effetti nei loro confronti e, rispetto agli altri, conserva il potere di accertamento dell’Amministrazione, anche oltre la scadenza del termine decadenziale. La notifica omessa o invalida agli altri, però, non può pregiudicarne le posizioni né far decorrere per loro i termini per impugnare l’accertamento.

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Nel controllo automatizzato basta richiamare la dichiarazione

La cartella emessa dopo un controllo formale o automatizzato può motivarsi richiamando la dichiarazione, se l’Amministrazione ha ricavato da essa i dati necessari e il contribuente può già conoscere i presupposti della pretesa. Ciò vale anche quando siano richiesti importi superiori a quelli dichiarati: la contestazione della motivazione non può fondarsi soltanto sulla differenza degli importi.

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Dopo un anno la rinnovazione va notificata alla parte personalmente

Se è decorso un anno dalla pubblicazione della sentenza, oltre alla sospensione feriale, la rinnovazione della notifica del ricorso per cassazione non può essere eseguita presso il domicilio eletto dal difensore nel precedente grado, ma va rivolta personalmente alla parte. La notifica rinnovata in quel domicilio è nulla e comporta l’inammissibilità dell’impugnazione.

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