CassazionePer negare il rimborso IVA non basta rilevare che il credito non emerge dalle dichiarazioni: vanno esaminati i requisiti sostanziali e il rispetto del termine per utilizzarlo. Se gli adempimenti formali mancano, il contribuente deve provarne la spettanza; la detrazione resta preclusa quando quelle omissioni impediscono la prova dei requisiti. Il controllo dei soli quadri dichiarativi non risponde a questa difesa.
CassazioneLa cartella emessa dopo un controllo formale o automatizzato può motivarsi richiamando la dichiarazione, se l’Amministrazione ha ricavato da essa i dati necessari e il contribuente può già conoscere i presupposti della pretesa. Ciò vale anche quando siano richiesti importi superiori a quelli dichiarati: la contestazione della motivazione non può fondarsi soltanto sulla differenza degli importi.
CassazioneLa tardività dell’integrativa non chiude la difesa contro il recupero di un credito IVA dichiarato per errore. Il giudice deve verificare l’emendabilità dell’errore e l’effettivo utilizzo del credito in compensazione. L’omessa dichiarazione dell’anno precedente non risolve queste questioni. La pronuncia applica il regime anteriore al 2016: i termini successivi non possono essere applicati retroattivamente.