CassazioneLa sentenza è nulla se la motivazione, pur esistente, non permette di comprendere le ragioni della decisione. Il controllo riguarda il minimo costituzionale: non basta denunciarne genericamente l’insufficienza o la scarsa persuasività. Per la difesa occorre distinguere questa nullità dagli errori di giudizio e dall’omesso esame di un fatto, soggetto a presupposti diversi.
CassazioneIl ricorso per cassazione deve colpire le ragioni della sentenza, non riproporre soltanto i vizi dell’accertamento. Mescolare violazioni di legge, omesso esame di un fatto decisivo e carenze motivazionali senza distinguerli può rendere le censure inammissibili. Nel caso deciso il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
CassazioneLa legittimazione processuale è una questione fondante, rilevabile d’ufficio e non coperta dal giudicato implicito: ometterne l’esame potrebbe condurre a una decisione inutiliter data. Ne segue che è infondata la censura secondo cui il giudice d’appello, rilevando d’ufficio il difetto di legittimazione processuale non sollevato dal contribuente, avrebbe violato l’art. 112 c.p.c.
CassazioneUna sentenza può essere nulla anche se contiene una motivazione: occorre che siano comprensibili le ragioni della decisione. Non basta, invece, lamentare un ragionamento insufficiente. Il vizio deve risultare dalla sentenza stessa, senza confrontarla con le prove. Conclusioni assertive, prive di esame delle contestazioni specifiche, non soddisfano questo standard.
CassazioneNel giudizio di ottemperanza, il pagamento successivo al ricorso non consente di chiudere la causa senza esaminare la contestazione sul saldo residuo. La compensazione delle spese richiede ragioni gravi ed eccezionali esplicite: il generico richiamo all’equità non basta. La Cassazione ha accolto il ricorso e rinviato per un nuovo esame.