Nel caso di irreperibilità temporanea, il ritiro del plico depositato in posta presuppone, se non risulta una prova diversa, che sia stata ricevuta la comunicazione di avvenuto deposito (CAD). La conoscenza legale si perfeziona dopo dieci giorni dalla spedizione della comunicazione, che si presume ricevuta. In giudizio occorre quindi provare la notifica della CAD, non soltanto il deposito del plico.
Quando la notifica dell’atto impositivo è eseguita secondo la legge n. 890/1982 e il destinatario, insieme agli altri soggetti abilitati, è assente, la prova della regolarità richiede la produzione dell’avviso di ricevimento della CAD. La censura non consente però di rimettere in discussione in Cassazione l’accertamento fattuale dei giudici di merito sull’assenza di tale prova: occorre quindi contestare specificamente il vizio di diritto, non la ricostruzione dei fatti.
La qualificazione degli interventi come spese relative all’acquisto di beni ammortizzabili non basta, da sola, a fondare il rimborso IVA richiesto dalla SICAF ai sensi dell’articolo 30, secondo comma, lettera c), del decreto IVA. La prova disponibile non precisa gli ulteriori requisiti né l’esito della risposta: non consente quindi di definire quali condizioni aggiuntive debbano essere dimostrate o quale disciplina di garanzia si applichi.
La norma che consente tutela immediata contro ruolo e cartella non notificata o invalidamente notificata opera nei processi pendenti. Tuttavia, l’interesse ad agire non è dimostrato dalla sola deduzione dell’inesistenza della notifica degli atti presupposti e della prescrizione del credito. La difesa deve quindi individuare un interesse concreto ulteriore, senza fare affidamento soltanto su tali eccezioni.